Cosa sapere per scegliere un nome dominio efficace

Cosa sapere per scegliere un nome dominio efficace

Data articolo: 10/02/2017

Hai pensato di aprire un nuovo sito web per la tua attività ma hai dei dubbi  sulla scelta del nome dominio giusto?

Seguendo questa guida pratica riuscirai a individuare un buon dominio per il tuo sito.

Iniziamo ponendoci alcune domande che possono aiutarci nella scelta del Nome Dominio per il sito web.

  • E’ importante scegliere un nome semplice da ricordare?
  • Quale Top-Level Domain devo scegliere affinché il mio sito web sia ben indicizzato?
  • Quali parole inserire nel Second-Level Domain?
  • Quanto deve essere lungo il nome dominio?

Quando si deve registrare un nome a dominio per il proprio sito internet, è bene seguire alcune precise regole e tecniche che possono notevolmente influire nel posizionamento del proprio sito internet.

Le tecniche SEO sono fondamentali per creare un prodotto web valido, utile, produttivo e soprattutto ben indicizzato dai motori di ricerca: in questo senso è molto importante iniziare da un’efficace scelta di TLD (Top-Level Domain) e SLD (Second-Level Domain), dalla scelta di un nome accattivante e da una strategia di redirect da pagina a pagina.

scelta dominio web

1. Scegliere il Top-Level Domain in base alla dimensione del proprio business

Ogni Paese possiede il proprio ccTLD, ovvero il proprio TLD georeferenziato: in Italia abbiamo .it mentre per la Francia c’è .fr o per la Germania .de ecc.

I TLD generici, invece, sono ad esempio .com, .net o .org e sono indicati per chi vuole espandere il proprio business in tutto il mondo, senza particolare riferimento ai confini nazionali, e per chi volesse proporre un portale con pagine in diverse lingue. Qualora invece si faccia riferimento a prodotti o servizi destinati a utenti italiani, è bene scegliere il ccTLD .it.

Il TLD è la prima scelta da fare: il dominio di primo livello è il passaporto del proprio sito, la certificazione della propria dimensione e la dichiarazione del proprio orientamento commerciale.

2. Selezionare i TLD per massimizzare il traffico e impostare il redirect page to page

Si possono acquistare nomi a dominio con le estensioni georeferenziate o internazionali .it, .com, .net, .org e impostare il redirect alla home page principale del tuo sito. Non è necessario acquistare tutti i domini disponibili, ma solamente quelli principali, in maniera tale da limitare le spese.

E’ un ottima strategia, soprattutto perché in questo modo il proprio nome a dominio non è libero con un’altra estensione per un eventuale concorrente che volesse utilizzare lo stesso indirizzo.

E’ importante acquistare almeno le due estensioni principali per il nome a dominio in nostro possesso e soprattutto è importante impostare il redirect page to page. Qualora il sito principale sia il .it, dovremo procedere con la configurazione del redirect sul dominio .com. Il redirect è la funzione che consente di reindirizzare gli utenti che visitano il sito con TLD .com direttamente sul sito con TLD .it.

Configurare un redirect da pagina a pagina e da sottocartella a sottocartella può essere molto vantaggioso per ottimizzare e massimizzare il traffico in entrata. Escludere o limitare invece i redirect che indirizzano sempre sulla home page del sito.

3. Evitare un Exact Match Domain per il nome del tuo sito internet

Il dominio di secondo livello rappresenta la parte più importante dell’indirizzo internet della tua azienda: è il corpo del nome del sito, è il brand del sito e il principale riferimento da condividere efficacemente e poter ricordare facilmente. Ecco alcune cose da sapere per scegliere correttamente il giusto SLD, o Second-Level Domain, per il tuo sito internet.

E’ importante sapere che nel 2012 Google è intervenuta sull’algoritmo di indicizzazione dei siti internet, ovvero sul loro posizionamento nei motori di ricerca, introducendo modifiche che hanno cambiato la logica con cui si deve scegliere in maniera efficace il nome del dominio di secondo livello, il Second-Level Domain (SLD). Studiando costantemente i trucchi degli esperti SEO e soprattutto essendo orientato a risolvere le incongruenze tra dominio e contenuto introdotte dagli spammer, il motore di ricerca più influente al mondo ha introdotto una penalizzazione in termini di indicizzazione dei domini a corrispondenza esatta, cioè è intervenuto sugli EMD, gli Exact Match Domain. Gli Exact Match Domain sono dei domini che contengono le parole chiave che l’utente digita per cercare quello che desidera: negli EDM il dominio di secondo livello corrisponde esattamente alle query di ricerca effettuate dagli utenti. Esempi chiarificatori possono essere venditalavatriciravenna.it o lastminuterhotelrimini.it, sitiwebravenna.it.

Questi domini riuscivano ad occupare, con questa tecnica di scelta del nome, le prime posizioni dei motori di ricerca, tanto da indurre molti all’acquisto di nomi a dominio contenenti keywords tra le più ricercate. Molto spesso era una tecnica che permetteva un ottimo posizionamento di siti internet che avevano un dominio con le parole ricercate ma un contenuto per nulla correlabile con il dominio e dunque con la query di ricerca effettuata dall’utente. Nella maggior parte dei casi si trattava, infatti, di siti spam che sfruttavano gli EMD per veicolare altri messaggi e contenuti.

4. Scegliere un Second-Level Domain che promuova il nome della tua azienda

Con l’update degli EMD, Google ha introdotto una penalizzazione dei domini a corrispondenza esatta, così che nel giro di pochi giorni sono scomparsi dalle prime pagine tutti i siti spammer.

Tuttavia, hanno risentito di questo update, in termini di posizionamento, anche quei siti che pur avendo come nome dominio un EMD, non avevano intenzione di spammare contenuti non corrispondenti alle query di ricerca e al messaggio del loro SLD. Molto importante: con questo aggiornamento sono stati penalizzati quei siti che, sebbene non producessero spam, sono stati considerati portatori di contenuti poco originali.

Per questi motivi, con l’update degli algoritmi di indicizzazione, Google ha premiato il potenziale di branding del nome del sito, privilegiando appunto quei siti che hanno il nome dell’azienda all’interno del dominio del proprio sito internet.

Google ha penalizzato gli EMD e ha privilegiato la scelta di domini brandable, ovvero di domini brandizzabili che portano in primo piano direttamente e univocamente il nome dell’azienda e non necessariamente di cosa l’azienda si occupa.

Come abbiamo capito in questa guida, una volta scelto il dominio di primo livello (TLD), il dominio di secondo livello rappresenta la scelta più importante per tutto il tuo indirizzo Internet.

Fino a qualche anno fa il consiglio era proprio quello di utilizzare nomi a dominio contenenti le keywords più ricercate dagli utenti, come cellulari.it per un portale di cellulari, mentre oggi i pareri degli esperti sono più o meno concordanti sul fatto che per quanto in Italia i domini con keyword esatta sono ancora validi e funzionanti, è importante capire che una strategia SEO basata su una parola chiave, anche se portatrice di un volume di ricerca molto ampio, può non essere opportuna.

Scegliete dunque il dominio di secondo livello cogliendo l’occasione per promuovere direttamente il brand della vostra azienda, o cercando un giusto mix tra il nome dell’azienda e le keywords associate ai vostri prodotti o servizi.

5. Scegliere un nome del sito breve, facile da ricordare e da condividere

Il nome a dominio deve essere breve, e il più semplice possibile da ricordare.

Il dominio di secondo livello deve essere un nome di immediata efficacia nella memorizzazione: deve essere il più efficace possibile da condividere e promuovere.

Indipendentemente dall’indicizzazione sui motori di ricerca, in generale è bene considerare che il nome a dominio deve essere il più semplice possibile anche per evitare che chi cerca informazioni specifiche sulla tua azienda, possa essere indirizzato verso altri siti perché hai scelto di caratterizzare con ulteriori termini il brand della tua azienda.

Il limite di caratteri per il nome a dominio è di 243 caratteri, ma per garantire efficacia nella memorizzazione e nella condivisione il tuo sito dovrà avere un nome breve e con poche sillabe, come “google”, “facebook”, “twitter” o “gazzetta”. Sebbene la lunghezza del nome a dominio non incida in nessun modo nel punteggio assegnato dai motori di ricerca, è consigliabile scegliere un nome dominio breve e conciso.

6. Non introdurre trattini nel nome dominio

Di facile lettura, ma terribilmente scomodo da leggere il trattino è una pessima scelta. Alcune volte è collegato allo spam, in linea di massima è preferibile non inserire il carattere trattino ( - ) nel nome dominio, pena un peggioramento del posizionamento nei motori di ricerca. Per questioni di leggibilità o per intrinseche ragioni legate al brand dell’azienda, o per motivi imprescindibili di descrizione dell’attività dell’azienda qualora si sia scelto un EMD, è possibile comunque utilizzare il trattino, ma si raccomanda moderazione.

7. Scegliere di utilizzare sottocartelle per il proprio sito

Con eccezione per i portali multilingua, dove è preferibile utilizzare sottodomini come it.nomesito.com, en.nomesito.com, in generale potrebbe essere più conveniente utilizzare diciture come nomedominio.it/blog, e quindi preferire le sottocartelle ai sottodomini perché i motori di ricerca utilizzano delle metriche di indicizzazione differenti tra domini e sottodomini.

Per sottodominio si intende il dominio di terzo livello, ossia nel caso di blog.nomesito.it il Top-Level Domain è la stringa “blog”.

 
 

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